Ogni 6-7 mesi, per lo più in estate e sulle pagine della tribuna, una parte di Treviso si lamenta e si piange addosso per l'inadeguatezza e l'insufficienza dell'offerta culturale in città.
Lo stato dell'arte (per chi vede Treviso solo come ospite "molto pulita e carina"): provincia che immagina la cultura come slogan e depliant per attirare turisti-polli da spennare, comune dove il referato alla cultura ce l'ha quello "spirito giovanile e curioso" dell'ottantenne prosindaco, fondazione cassamarca che monopolizza l'offerta dei teatri (meglio di niente comunque) interpretandola a gusto e piacimento del suo anziano mentore. Gli altri (alcuni, aprisogni, fond.benetton, ass.paraggi, arci) fanno il loro onesto e per fortuna vitale lavoro...
Premesso che non ci interessa per nulla la ricerca di un evento che porti solo soldi in tasca ai commercianti del centro e che riteniamo perdente una simile impostazione, suggeriamo alcuni pre-requisiti ai nostri attenti e sensibili amministratori:
1) pedonalizzare tutto il centro storico entro le mura nei fine settimana;
2) liberare il più possibile le zone centrali dalle auto con bus navetta (provate ad andare a vedere la festa d'estate di Vascon, se volete imparare...)
3) valorizzare il dialogo e la partecipazione della sociaetà civile e delle associazioni tutte per mezzo di una consulta organizzativa coordinata da persone aperte e libere, ma soprattutto liberata dalla manie censorie e persecutorie del prosindaco.
Noi siamo la testimonianza (con le feste presso l'ex manicomio di Sant'Artemio) che la città ha bisogno di luoghi vivibili d'incontro, che non servono molti soldi, ma idee ed entusiasmo, ma siamo anche la testimonianza che Treviso ha la pancia piena e non ha alcun bisogno di noi...
Poco male! Andiamo a divertirci da un'altra parte...
19.6.06
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